Stefano Sansevero

 

Lipofilling

Il lipofilling consiste nell'introduzione di tessuto adiposo autologo in aree del corpo che necessitano di un aumento di volume.

La tecnica, sviluppata dall'americano Coleman, prevede di evitare qualsiasi manovra traumatica durante la manipolazione del tessuto adiposo. Il grasso viene aspirato da aree donatrici quali l'addome o le cosce, purificato mediante centrifugazione e successivamente iniettato nelle aree riceventi con delle delicate microcannule.

Il lipofilling ha trovato la sua massima espressione a livello del volto. In questa sede è possibile aumentare il volume delle labbra, degli zigomi, delle guance e del mento; riempire i solchi labio-genieni e le regioni temporali. E' quindi possibile ottenere un vero e proprio rimodellamento del volto rispettando la fisionomia della paziente e mirando ad ottenere un risultato quanto più naturale possibile.

In pratica qualsiasi area del corpo può essere trattata con questa tecnica.

A livello della mammella:

  • è possibile aumentare il volume del seno utilizzando solamente il tessuto adiposo (vedi Aumento di volume del seno senza protesi),
  • è possibile rimodellare e perfezionare il risultato di una mastoplastica additiva con impianto di protesi,
  • è possibile correggere gli esiti di una ricostruzione mammaria.

A livello degli arti superiori e inferiori il lipofilling viene utilizzato per la correzione di cicatrici post-traumatiche, degli esiti di ustione o di interventi di chirurgia ricostruttiva.

Altre sedi che possono essere trattate con il lipofilling sono le mani dove è possibile effettuare un ringiovanimento del dorso, i glutei dove è possibile ottenere un aumento di volume senza ricorrere alle protesi ed infine i genitali maschili e femminili.

Domande frequenti

  1. Che tipo di anestesia occorre?
    Generalmente è sufficiente l'anestesia locale con poca sedazione.
  2. Quali sono i rischi?
    Le complicanze sono molto rare, nella zona trattata potrebbero comunque verificarsi ematoma, lividi, infezioni, asimmetrie. Per ridurli il paziente dovrà seguire attentamente la terapia farmacologica post-intervento.