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La regione periorbitale, cioè l’area che circonda l’occhio, è una delle zone che più influisce sulla percezione di stanchezza. Anche in presenza di un volto proporzionato, il solco lacrimale marcato o un eccesso di pelle possono dare un aspetto affaticato.

Quando si parla di regione perioculare si fa riferimento a un insieme complesso di strutture: pelle sottile, muscolo orbicolare, cuscinetti adiposi, osso orbitario. Piccole variazioni in questa zona cambiano molto l’espressione.

La cosiddetta “sensazione di stanchezza” non dipende solo dalle occhiaie scure. Spesso è legata al tear trough, il solco lacrimale che si forma tra palpebra inferiore e guancia.

Cos’è il solco lacrimale (tear trough)

Il solco lacrimale è una depressione naturale che può diventare più evidente per diversi motivi:

– perdita di volume nel terzo medio del volto
– assottigliamento cutaneo
– predisposizione anatomica
– invecchiamento dei tessuti

Quando il solco si approfondisce, crea un’ombra permanente. Anche a riposo, lo sguardo appare affaticato.

Non è solo una questione di pigmentazione. È una questione di struttura.

Filler con acido ialuronico nel solco lacrimale

Le iniezioni di acido ialuronico possono essere indicate quando il problema principale è la perdita di volume.

Il filler, se scelto con densità adeguata e iniettato in profondità corretta, permette di:

– colmare la depressione
– uniformare il passaggio tra palpebra e zigomo
– ridurre l’ombra

Il trattamento è ambulatoriale. Può comparire un lieve gonfiore temporaneo.

Questa procedura richiede precisione anatomica. La regione periorbitale è attraversata da strutture vascolari delicate. Non è un trattamento da improvvisare.

Il risultato corretto non elimina completamente ogni segno. Riduce la discontinuità.

Biorivitalizzazione della regione perioculare

Quando la pelle appare sottile, disidratata o con micro-rugosità, il problema non è solo volumetrico.

In questi casi può essere indicato un trattamento biorivitalizzante, a base di:

– acido ialuronico non volumizzante
– complessi vitaminici
– sostanze stimolanti del collagene

La biorivitalizzazione migliora qualità e idratazione cutanea. Non riempie. Non modifica i volumi.

È utile nei casi in cui la pelle contribuisce alla percezione di stanchezza, ma non è presente un solco marcato.

Quando il filler non è la soluzione

Ci sono situazioni in cui il problema non è il solco, ma un eccesso di pelle palpebrale o la presenza di borse adipose evidenti.

In questi casi riempire non risolve. Anzi, può accentuare la pesantezza.

Quando è presente:

– lassità cutanea marcata
– eccesso di pelle
– protrusione adiposa

la soluzione può essere chirurgica.

Blefaroplastica e eccesso di pelle

La blefaroplastica inferiore o superiore interviene su pelle e tessuti in eccesso.

Nel caso della palpebra inferiore può:

– rimuovere o riposizionare il grasso
– ridurre l’eccesso cutaneo
– migliorare il profilo palpebrale

L’intervento non cambia l’identità dello sguardo. Lavora sulla parte strutturale.

Quando la causa della stanchezza è meccanica, cioè legata a tessuti in eccesso, la chirurgia è spesso la soluzione più efficace.

Approccio corretto alla regione periorbitale

Non esiste un trattamento universale.

La scelta tra filler, biorivitalizzazione o chirurgia dipende da:

– età del paziente
– qualità della pelle
– grado di lassità
– struttura ossea
– aspettative realistiche

In alcuni casi si combinano più procedure in modo progressivo.

La regione periorbitale richiede misura. Piccole quantità producono cambiamenti evidenti. Un eccesso di volume in questa zona è facilmente percepibile.

Togliere la sensazione di stanchezza: cosa è realistico

L’obiettivo non è cancellare ogni segno. È ridurre l’effetto ombra e restituire continuità tra palpebra e guancia.

Uno sguardo naturale deve restare espressivo. Se diventa rigido o gonfio, il trattamento è stato eccessivo.

Tra Pisa e Firenze la richiesta di trattamenti sulla regione perioculare è in crescita, sia in ambito medico-estetico che chirurgico. Questo rende ancora più importante una valutazione personalizzata.

Il risultato corretto non deve sembrare un “ritocco”. Deve semplicemente ridurre quella sensazione costante di affaticamento che il paziente percepisce.